- Ti trovi in:
- Home ›
- Seconde case: mare, borghi e località emergenti del 2026
Seconde case: mare, borghi e località emergenti del 2026
Seconde case: mare, borghi e località emergenti del 2026
Il primo semestre del 2026 conferma che la seconda casa non è più solo “la casa delle vacanze”, ma un bene ibrido: uso personale, investimento, rendita da locazione breve e, in molti casi, base abitativa flessibile per chi lavora anche da remoto. Sul mercato nazionale, il quadro generale resta tonico: nel primo trimestre 2026 i prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie sono saliti del 5,2% su base annua e le compravendite residenziali sono aumentate del 4,4%; nel secondo trimestre, secondo l’indice di Idealista sulle case usate, il prezzo medio nazionale ha raggiunto 1.903 euro/m², in crescita del 4,1% in un anno.
Nel segmento delle seconde case turistiche, il mare continua a trainare: nelle 134 località costiere monitorate i valori medi sono cresciuti del 5,6% nel primo semestre 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, dopo un +15,5% accumulato negli ultimi cinque anni. Ma il dato più interessante è lo spostamento della domanda: oltre alle destinazioni premium, crescono borghi, cittadine secondarie e aree “meno sature”, ricercate sia dagli italiani sia dagli stranieri per prezzi più accessibili, autenticità e maggiore qualità della vita.
A sostenere questa evoluzione c’è anche la tenuta dello smart working: secondo Istat, nel 2023 poco meno di 3,4 milioni di occupati, pari al 13,8% del totale, hanno sperimentato una qualche forma di lavoro da remoto, un fenomeno ormai strutturale che spinge parte della domanda verso immobili con spazi esterni, buone connessioni e servizi di prossimità. Non a caso, nel 2026 gli acquirenti dichiarano di premiare soprattutto efficienza energetica, classe dell’edificio, metratura e disponibilità di spazi aperti.
Il semestre che ridefinisce la seconda casa
Nel 2026 la seconda casa in Italia sta cambiando pelle. Se fino a pochi anni fa il mercato era dominato quasi esclusivamente dall’acquisto emotivo — la casa al mare per l’estate, il piccolo appartamento in montagna per l’inverno — oggi il profilo dell’acquirente è più razionale. Cerca sì tempo libero e benessere, ma anche flessibilità d’uso, possibilità di mettere a reddito l’immobile e capacità di difendere il valore del capitale nel medio periodo. È questo il contesto in cui si legge il primo semestre dell’anno: il mercato non è fermo, e non sta semplicemente “tenendo”; sta ancora crescendo, anche se con intensità diverse a seconda dei territori e della qualità del prodotto offerto.
Il mare resta il grande protagonista
Le località costiere continuano a essere il motore simbolico e commerciale del mercato delle seconde case. Su 134 località costiere i prezzi medi sono cresciuti del 5,6% nel primo semestre 2026 rispetto al primo semestre 2025, mentre l’incremento cumulato degli ultimi cinque anni è pari al 15,5%. È il segno che il desiderio di casa al mare non si è esaurito con il post-pandemia: si è strutturato.
La mappa dei rialzi, però, è meno scontata di quanto sembri. Tra le regioni costiere con la crescita più forte nel quinquennio 2022-2026 spiccano Campania (+22%), Toscana (+18,2%), Liguria (+18,1%) e Marche (+18,1%). Nel dettaglio comunale emergono località molto diverse tra loro: Arma di Taggia, Lido degli Estensi e Follonica segnano tutte +27%, seguite da Ravello (+26,9%), Capri (+26,4%), Santa Margherita Ligure (+26%) e Rapallo (+25%). Questo significa che il mercato non premia soltanto le mete iconiche del lusso, ma anche piazze capaci di offrire un equilibrio convincente tra accessibilità, servizi, affitto turistico e potenziale di rivalutazione.
Borghi e località emergenti stanno smettendo di essere una nicchia
Il dato più nuovo del 2026 riguarda però i borghi e la cosiddetta “Italia secondaria”. Si segnala che tra gli acquirenti internazionali cresce l’interesse per villages and secondary locations, cioè borghi, province e comuni non appartenenti ai circuiti più esposti del turismo di massa. Pur registrando nel 2025 una flessione complessiva delle enquiries estere del 5,89% rispetto al 2024, il portale evidenzia un incremento del 65,19% sull’orizzonte di cinque anni: non una ritirata, ma una ricomposizione della domanda.
Il cambio di geografia è chiaro. Tra le regioni che crescono di più nella domanda internazionale figurano Trentino-Alto Adige (+44,29%), Friuli-Venezia Giulia (+27,52%), Piemonte (+11,27%), Basilicata (+10,25%) e Veneto (+5,8%). A livello comunale, accanto a nomi consolidati come Ostuni, entrano nel radar località come Scalea, Noto, Caltagirone, Santa Maria del Cedro, Nizza Monferrato, Longobardi, Chiusa Sclafani, Semproniano, Urbe e Petacciato. Il filo conduttore è sempre lo stesso: autenticità, paesaggio, accessibilità economica relativa e margine di rivalutazione.
Qui si inserisce anche il tema dell’accessibilità dei prezzi. Nei piccoli comuni italiani esistono ancora valori molto bassi: secondo Idealista, a luglio 2026 Mosso, in Piemonte, si ferma a 331 euro/m²; Mussomeli, in Sicilia, a 363 euro/m²; Grammichele a 382 euro/m². Parallelamente, la mappa delle case a 1 euro continua ad allargarsi e coinvolge nel 2026 borghi in Sicilia, Basilicata, Calabria, Molise, Liguria e Toscana. Non si tratta di un mercato per tutti — richiede lavori, tempi e capacità progettuale — ma è un indicatore forte: il borgo non è più solo un racconto mediatico, è diventato un segmento immobiliare vero, con una domanda specifica.
Chi compra e cosa cerca davvero
Nel mercato turistico le seconde case valgono mediamente circa il 30% del totale delle transazioni residenziali e, nelle località turistiche, il 18,22% delle seconde case acquistate è destinato a investimento. La quota prevalente resta dunque legata all’uso personale o familiare. È un punto importante: la seconda casa 2026 è sì un bene reddituale, ma non è stata ancora “finanziarizzata” in modo totale.
Sul piano delle preferenze, il 2026 è molto netto: efficienza energetica, classe dell’edificio, spazi esterni e metratura sono fra i principali fattori decisionali. Idealista rileva inoltre che il trilocale resta il formato dominante, mentre l’attenzione per gli spazi comuni si concentra soprattutto sulle aree verdi. In parallelo, la stabilizzazione dello smart working aiuta a spiegare perché tanti acquirenti guardino oltre la sola prossimità alla spiaggia: cercano anche fibra, vivibilità, servizi sanitari, collegamenti e qualità urbana diffusa.
Locazioni brevi, fiscalità e secondo semestre
Le locazioni brevi continuano a essere un pilastro del calcolo economico sulla seconda casa. Il quadro fiscale richiede oggi più attenzione. Per le locazioni brevi, l’Agenzia delle Entrate ricorda che l’aliquota ordinaria applicabile è il 26%, ridotta al 21% per i redditi derivanti dai contratti relativi a una sola unità immobiliare per ciascun periodo d’imposta. Sul piano amministrativo, il CIN è ormai parte integrante dell’ecosistema: il Ministero del Turismo lo descrive come strumento centrale per identificare in modo univoco strutture e immobili destinati a locazione breve o turistica e stabilisce che vada esposto e riportato in ogni annuncio; a giugno 2026 la BDSR censisce 726.970 strutture, di cui l’89% in possesso di CIN.
Per i proprietari di seconde case, poi, restano i costi locali. L’IMU per gli immobili diversi dall’abitazione principale ha aliquota base dello 0,86%, con facoltà comunale di aumento fino all’1,06% o riduzione fino all’azzeramento; nei Comuni turistici, inoltre, l’imposta di soggiorno continua a gravare sui pernottamenti, sino a 5 euro per notte secondo la disciplina statale. In compenso, sul lato lavori, nel 2026 le agevolazioni edilizie sono più favorevoli per la prima casa ma non scompaiono per le seconde: per ristrutturazioni ed efficientamento energetico, si conferma il 36%, elevato al 50% solo in caso di abitazione principale.
Guardando al secondo semestre, il quadro resta positivo ma meno lineare. Si stimano per il 2026 circa 783 mila compravendite residenziali e un aumento medio dei prezzi dello 0,9%, inoltre si rilevano nel primo trimestre un rafforzamento delle indicazioni di rialzo dei prezzi ma, allo stesso tempo, attese di peggioramento delle condizioni di mercato sugli orizzonti successivi. Tradotto: niente brusca inversione, ma un mercato più selettivo. Continueranno a performare meglio le località con buona accessibilità, servizi, offerta qualitativa e potenziale di utilizzo misto; sarà più difficile, invece, per le seconde case in aree poco servite o con prodotto edilizio energivoro e datato.
Se stai cercando la seconda casa ideale o desideri valorizzare quella che possiedi, il team di Sceglicasa è a tua disposizione per accompagnarti in ogni fase del percorso.
- Affitti e Locazioni
- Consigli e Guide
- Investimenti e Finanza
- Mercato Immobiliare